A dispetto della semplice mastoplastica additiva l’intervento chirurgico di mastopessi prevede ulteriori cicatrici. La lunghezza ed estensione delle cicatrici dipende dalla gravità del difetto anatomico da correggere.
Maggiore è la caduta e lo svuotamento del seno e più pelle dovrà essere rimossa per ottenere un décolleté dalla forme ideali.
Questo si traduce in cicatrici di differente lunghezza, indispensabili però per ottenere un seno tonico e pieno.
La Mastopessi Periareolare
Nei casi di ptosi mammaria di grado lieve la cicatrice residua all’intervento sarà localizzata solo attorno all’areola mammaria (mastopessi periareolare).
Questa tecnica consente anche di ridurre l’ampiezza di areole troppo larghe o asimmetriche.
Quando invece la caduta del seno è maggiore alla cicatrice attorno all’areola si aggiunge un tratto verticale.
Questa cicatrice consente di risollevare il polo inferiore svuotato del seno, sviluppandosi dal bordo inferiore dell’areola al solco sottomammario.
Mastopessi con cicatrice a T invertita
Nei casi di ptosi più grave la tecnica di scelta è la mastopessi a “T invertita” che prevede anche una cicatrice orizzontale nel solco sottomammario.
Per quanto tutte le pazienti siano spaventate dalle cicatrici, è bene ricordare che dopo un tempo di 6-12 mesi questi segni diventano molto poco visibili.

































